Ricorso per impugnativa di licenziamento della lavoratrice madre – un fac simile

Ricorso per impugnativa di licenziamento della lavoratrice madre
(art. 414 c.p.c.; D.Lgs. 151/2001)

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Tribunale  di ………………– Sezione lavoro

Ricorso ex art. 414 c.p.c.

Per: …………… (c.f. ………………), nata a …………… il ………………, residente in …………… alla via ……………… n. …… ed elettivamente domiciliata in ……………… alla via ……………… n. ……, presso lo studio dell’Avvocato ……………… (c.f. ………………) che la rappresenta e difende giusta mandato a margine del presente atto;

contro: la società …………… (P. IVA ………………), in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede in …………… alla via ……………… n. ……

Oggetto: Impugnativa di licenziamento della lavoratrice nel periodo di congedo di maternità.

ESPOSIZIONE DEI FATTI

A. L’istante è stata assunta a tempo indeterminato dalla società ………… ed ha lavorato alle sue dipendenze, presso la sede della stessa in …………… alla via ………………, dal ……………… al ………………, data nella quale veniva licenziata verbalmente senza preavviso.
B. La ricorrente ha prestato attività lavorativa in qualità di impiegata con le seguenti mansioni ……………… e veniva inquadrata nel ……………… livello del CCNL del settore ………………
C. Nell’indicato periodo l’attività lavorativa si articolava su cinque giorni alla settimana, dal lunedì al venerdì dalle ore 8,00 alle ore 19,30 con un’ora di pausa per il pranzo.
D. È accaduto che il ……………… la ricorrente è diventata madre di un bambino e, per tale evento, è stata posta in congedo obbligatorio secondo quanto previsto dalla vigente normativa.
E. Il ………………, ovvero durante tale periodo, l’amministratore della società, dott. ………………, comunicava verbalmente la risoluzione del rapporto di lavoro senza alcun preavviso.
F. L’istante ha percepito € ……… mensili per l’intero periodo di lavoro e non ha mai percepito la 13ª e la 14ª mensilità.
G. Per quanto riguarda le ferie la ricorrente dichiara di non averne mai fruito e di non aver percepito la relativa indennità sostitutiva.
H. All’atto della cessazione del rapporto di lavoro alla ricorrente non veniva corrisposta nessuna somma a titolo di TFR, indennità per mancato preavviso, differenze retributive, indennità di 13ª e 14ª mensilità, oltre che per riposi, ferie e festività non godute.
I. La ricorrente ha impugnato il licenziamento in quanto nullo ed ha vanamente rivendicato i suoi residui crediti mediante raccomandata del …………… e convocazione innanzi alla Commissione di conciliazione presso la Direzione Territoriale del Lavoro di ………………

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Con il presente atto la ricorrente, nell’impugnare il licenziamento illegittimo nonché qualsiasi atto di rinuncia e transazione eventualmente sottoscritto nel corso del rapporto di lavoro o al momento della cessazione dello stesso ), intende far accertare che tra le parti è intercorso un rapporto di lavoro subordinato, nel quale il trattamento economico e normativo della lavoratrice appare, quindi, del tutto sperequato alla qualità e quantità del lavoro svolto, per cui, ai sensi degli artt. 36 Cost. e 2099 c.c. ), va reso conforme ai parametri normativi forniti dall’invocato CCNL per i lavoratori dipendenti da aziende operanti nel settore ………………, secondo lo schema adottato nell’allegato prospetto contabile, qui richiamato ai fini dell’integrazione degli elementi di fatto di cui all’art. 414 c.p.c., nonché far accertare la nullità dell’intimato licenziamento.

ELEMENTI DI DIRITTO

I. Dall’esame del concreto svolgimento del rapporto intercorso tra la ricorrente e la società ……………… risulta inequivocabilmente che il rapporto di lavoro ha assunto le caratteristiche del lavoro subordinato ai sensi dell’art. 2094 c.c., in quanto vi è stata una vera e propria messa a disposizione delle energie lavorative dell’istante in favore della società. Infatti, la ricorrente è stata personalmente impegnata nelle mansioni di ……………… tanto che le sue energie lavorative erano totalmente assorbite. L’attività, inoltre, si è svolta attraverso direttive e verifiche continue.
La previsione di un rigido orario per la prestazione lavorativa, a cui era soggetta la ricorrente — dalle ore 8,00 alle ore 19,30 —, costituisce un sicuro indizio della subordinazione, in quanto espressione dell’autonomia decisionale dell’organizzazione aziendale e la prestazione è stata espletata in orari non modificabili dalla lavoratrice. Pertanto, il rapporto aveva ad oggetto la messa a disposizione delle energie lavorative in modo continuativo, esulando dal rapporto qualsiasi margine di autonomia organizzativa .

II. Il licenziamento orale intimato alla ricorrente il ……………… è nullo per almeno due motivi:

a. l’art. 54 del D.Lgs. 151/2001 dispone che le lavoratrici non possono essere licenziate dall’inizio del periodo di gestazione fino al compimento di un anno di età del bambino. La lavoratrice licenziata, nel corso del periodo in cui opera il divieto, ha il diritto di ottenere il ripristino del rapporto di lavoro mediante presentazione di idonea certificazione dalla quale risulta l’esistenza, all’epoca del licenziamento, delle condizioni che lo vietano. Inoltre, durante il periodo in cui opera il divieto di licenziamento, la lavoratrice non può essere sospesa dal lavoro — salvo il caso che sia sospesa l’attività della azienda o del reparto cui essa è addetta, sempreché il referto stesso abbia autonomia funzionale — e non può, altresì, essere collocata in mobilità a seguito di licenziamento collettivo, salva l’ipotesi di collocamento in mobilità a seguito di cessazione dell’attività dell’azienda;
b. a ciò si aggiunga che, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte, il licenziamento che non riveste la forma scritta di cui all’art. 2 della L. 604/1966 è tamquam non esset
Invero, nel caso di specie, la risoluzione del rapporto di lavoro che il datore intimava alla ricorrente senza l’osservanza della forma scritta è radicalmente nullo e, quindi, non ha prodotto effetti giuridici per difetto di forma scritta richiesta ad substantiam per la validità dell’atto.
Ne consegue che il licenziamento orale del tutto privo di qualsiasi effetto giuridico non determina l’interruzione giuridica del rapporto di lavoro, con la conseguenza che il datore è tenuto al pagamento della retribuzione fino alla reintegrazione (Cass. Sez. Un. 1236/1984, Corte Cost. 23-11-1994, n. 398).

III. Accertata la nullità e la conseguente inefficacia del licenziamento, il datore di lavoro è tenuto a reintegrare la ricorrente nel posto di lavoro precedentemente occupato (12) ed al pagamento, a titolo di risarcimento danni, di una somma non inferiore a cinque mensilità ai sensi dell’art. 18 della L. 300/1970, così come modificato dalla L. 108/1990 (13).
IV. La convenuta opera nel settore …………, per cui la fonte collettiva applicabile al caso di specie, ex art. 2070 c.c. , è il CCNL ………………, quale parametro di riferimento per la determinazione della retribuzione sufficiente e proporzionata in applicazione dell’art. 36 della Costituzione e con riferimento al potere conferito al Giudice dall’art. 2099 c.c. ).
V. Per le mansioni di fatto svolte e per la quantità e la qualità del lavoro prestato nonché in ragione dell’inquadramento rivendicato, alla ricorrente spettano somme superiori a quelle effettivamente percepite nel corso del rapporto di lavoro.
VI. Si fa espressa riserva che, ai fini della integrazione degli elementi di fatto richiesti dall’art. 414 c.p.c., devono intendersi per ripetute e trascritte nella presente narrativa le circostanze risultanti dai prospetti allegati, che formano parte integrante del presente ricorso, chiedendosi fin d’ora, ove occorre, la nomina di un CTU, cui demandare, previo ordine di esibizione alla resistente dei libri paga e matricola, la verifica dell’esattezza dei conteggi, anche per le somme che si assumono come percepite.

Tanto premesso, la ricorrente impugna qualsivoglia atto transattivo o di rinunzia, se eventualmente sottoscritto , ed insiste nel proposto ricorso, chiedendo che l’On.le Giudice del Lavoro voglia fissare l’udienza di discussione della causa ex art. 415 c.p.c. per ivi sentir accogliere le seguenti

CONCLUSIONI

1. Accertare e dichiarare che tra le parti è intercorso un rapporto di lavoro subordinato dal ……………… al ………………, ovvero con altra decorrenza che il Giudice vorrà determinare.
2. Dichiarare il licenziamento così come intimato nullo e, conseguentemente, improduttivo di qualsiasi effetto giuridico.
3. Accertare e dichiarare che la situazione creatasi con il licenziamento ha determinato in capo alla ricorrente danni alla salute.
4. Condannare la società ………………, a causa di tale comportamento, al risarcimento del danno biologico e morale subito dall’istante da quantificarsi a seguito di una CTU o equitativamente dal Giudice.
5. Dichiarare la continuità giuridica del rapporto di lavoro e reintegrare la ricorrente nel posto di lavoro, con conseguente condanna al risarcimento dei danni subiti dalla lavoratrice, stabilendo una indennità commisurata alla retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva reintegrazione, e al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali dal momento del licenziamento a quello dell’effettiva reintegrazione, determinando una indennità non inferiore a cinque mensilità di retribuzione globale di fatto che la ricorrente avrebbe dovuto percepire nella misura indicata dagli allegati conteggi.
6. Condannare la società ………………, in persona del legale rappresentante pro tempore, al pagamento della somma di € ………, oltre interessi e rivalutazione monetaria dalla maturazione del credito al soddisfo ex art. 429 c.p.c., previo accertamento delle somme spettanti alla ricorrente, in virtù delle mansioni effettivamente svolte, della quantità della prestazione offerta e dell’inquadramento rivendicato e, comunque, per i titoli e per le causali di cui alla narrativa del presente atto, integrate dalle deduzioni di fatto desumibili dai prospetti allegati.
7. Condannare la società ………………, in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede in ………………… alla via ………………… n. ………, al pagamento delle spese, diritti ed onorari del presente giudizio con attribuzione al sottoscritto procuratore.

A tal fine la ricorrente

CHIEDE

che il Tribunale adito voglia:

— fissare con decreto l’udienza di discussione della causa, invitando le parti a comparire personalmente );

— ammettere, all’esito della costituzione di parte convenuta e nel rispetto dei principi che regolano l’onere della prova, prova testimoniale sulle circostanze di fatto di cui alla narrativa del presente atto, che si abbiano qui per integralmente ripetute e trascritte, precedute dalla locuzione «vero che», con i seguenti testi (18):

— ………………, residente in ……………… alla via …………………… n. ……;
— ………………, residente in ……………… alla via …………………… n. ……;

— nominare CTU per la quantificazione di quanto dovuto alla ricorrente, oltre il danno contrattuale ed extra contrattuale, così come specificato in narrativa.

Si allegano e si offrono in visione mediante deposito in Cancelleria i seguenti documenti:

— stralcio del CCNL del settore;
— copia della convocazione innanzi alla Commissione di conciliazione presso la Direzione Territoriale del Lavoro per espletamento del tentativo di conciliazione;
— copia della raccomandata del ………………;
— certificato di nascita del figlio ………………;
— impugnativa di licenziamento del ………………;
— prospetto contabile spettanze (allegato al ricorso).

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Caramanico Alessandro Commercialista e Revisore Contabile.